martedì 6 novembre 2012

Ristorante Un Punto Macrobiotico - Via Tiarini 1e - Bologna

Ricordo i film commedia italiani anni 70 dove al povero Banfi venivano proposti piatti macrobiotici… Dall’epoca mi era rimasta l’insana curiosità di provare questo tipo di cucina da molti bistrattato. Riesco finalmente a convincere un amico ad andare al “Punto Macrobiotico”. Già dall’esterno si capisce la proposta offerta fare riferimento ad elementi legati alla natura grazie al menu esposto. Annesso al ristorante vi è una piccola bottega, da cui si accede al locale, che propone articoli di vario genere, dai cosmetici alle pentole a pressione, ma tutti con un comune denominatore ovvero “il naturale”. Il personale è tutto estremamente cortese. Ci dicono che essendo un “circolo” è indispensabile fare una tessera al costo di 5 euro. Accettiamo e ci sediamo al tavolo. L’ambiente, per chi non lo frequenta, appare alquanto “particolare”. Interni molto lineari, tavoli in legno apparecchiati con tovagliette rigorosamente “bio” e nessun oggetto che possa attirare l’attenzione se non delle cornici che racchiudono i punti fondamentali della vita “macrobiotica” con le immagini dei vari fondatori. Tutti i frequentatori sono sorridenti, alcuni si alzano, prendono il cibo autonomamente da un armadietto, altri dopo aver consumato, portano il piatto sporco in cucina, ottimizzano gli spazi per poter far accomodare altri clienti… Ammetto che ho pensato all’evoluzione dei “figli dei fiori”… Poche le proposte scritte su una lavagna. Scegliamo il menù del giorno: zuppa di cereali ed un piatto unico con riso e verdure. Mentre al tavolo di fianco fanno i complimenti al personale per la bontà dei piatti proposti, a noi sembra tutto esattamente privo di sapore. Questo probabilmente deriva dal fatto che siamo talmente abituati ai gusti “forti” che questi piatti ci sembrano assolutamente “insulsi”. Certo è che il riso è talmente passato di cottura che sembra veramente un “pappone”. Il tutto di default viene accompagnato da un tè verde… Per quanto mi sembra assurdo il locale è pienissimo ed è un continuo andirivieni di “soci”. Appena terminato il pasto ci accomodiamo alla cassa, la stessa del negozio, dove ci viene fatto notare che all’interno del locale non si possono utilizzare cellulari… Peccato che ce lo dicano all’uscita… Costo della cena 8 euro. Indubbiamente non ci tornerò ma ritengo sia un’esperienza da fare per provare e tentare comunque di capire una cultura ed una ideologia totalmente distaccata dal “classico pensiero italiano”. Da segnalare gli orari serali di apertura del ristorante ovvero 19.30 – 21.00 e l'apertura di un nuovo centro in via delle Borre.

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